La storia di E.K.

ek_68Quando il pastore entrò nel suo studio, aveva ormai alle spalle una giornata d’intenso lavoro. In quella stanza, lontano dai problemi del mondo, avrebbe finalmente potuto rilassarsi un pochino. I suoi pensieri ripassarono le fasi della giornata, le visite fatte, i diversi casi curati, i consigli che aveva dato.

Confrontato con le tante necessità della gente si chiedeva: “Cosa posso fare per aiutare meglio tutte queste persone? Avrei forse dovuto in questo o in quell’altro caso agire in modo diverso? Ho consigliato bene questa o quella persona?” Sfinito si rivolse a Dio in preghiera chiedendo la Sua benedizione su quelle persone.

Era sprofondato nella meditazione, quando il telefono squillò. Era stanco, quasi non avrebbe voluto rispondere, pensando però che si trattasse di un caso urgente, alzò la cornetta.

Dall’altro capo del filo, la voce di un giovane uomo gli disse: “Pastore, certamente si ricorderà di me e di mia moglie, anni orsono lei ci ha sposato.”

Mentre il pastore cercava di dare un viso a quei nomi, gli chiese come stesse sua moglie, e se avessero bambini. La risposta fu come una doccia gelata: “Sì, noi abbiamo una figlia. Ma il motivo per il quale la chiamo, è che noi non riusciamo più a vivere una vita in armonia. Abbiamo deciso di separarci e vorremo quindi che lei venisse a pregare per noi ed a benedire la nostra separazione.”

A quella notizia, la stanchezza del pastore sparì di colpo. La decisione di quella giovane coppia che ormai da anni non aveva più rivista, lo aveva sorpreso. Terrorizzato al pensiero di quella separazione, vedeva davanti a sé gli occhi innocenti della bambina ed il dramma scoppiato in quella famiglia.

Pensava alla strana richiesta di quell’uomo. Normalmente s’invoca la benedizione di Dio su due persone che si uniscono, ma cosa fare con una coppia che si separa? Senza esitare prese l’indirizzo e confermò al giovane marito che sarebbe subito andato a visitarli.

Stradafacendo però rifletteva: “Perché gli hai detto di sì? Ciò che fai è assurdo. Cosa credi di poter fare? Tornatene a casa ed abbandonali al loro destino.”

Giunto davanti all’abitazione, il pastore suonò il campanello. Non sapeva cos’avrebbe dovuto dire, da dove cominciare e mentre cercava di riflettere la porta fu aperta. La giovane coppia stava nell’ingresso, tutti e due con un bel sorriso sulle labbra. Egli li osservò stupito, mentre nel cuore una voce gli diceva: “Costoro hanno una maschera, il loro sorriso non è l’espressione sincera di ciò che sentono nel cuore.”

Entrati che furono nel salotto, il pastore rabbrividì alla vista dei mobili, che erano già stati divisi: una parte per lui a destra e l’altra per lei a sinistra. Davanti a quella situazione, egli fu molto scoraggiato e mentre cercava disperatamente qualche parola, avvenne qualcosa che egli stesso non riuscì a spiegarsi. Stese le mani sulla testa dei coniugi e pregò: “Padre celeste, molte volte nella nostra vita giungiamo al punto che non sappiamo più cosa fare. Davanti a Te sta questa giovane coppia, giovani che hanno messo le loro nozze sotto la Tua benedizione, che hanno fatto questa decisione nella certezza che Tu li avresti aiutati ed accompagnati. E Tu hai sempre mantenuto le Tue promesse. Ora questi giovani stanno davanti ad un matrimonio fallito, e vogliono fare anche il passo della separazione insieme a Te. Una contraddizione, perché essi Ti hanno promesso di restare insieme finché la morte non li separi!

Ma satana, il bugiardo, il falsificatore della verità ha mentito a questi cari, convincendoli che il loro amore sia svanito e che essi non possono più vivere insieme. Signore apri loro gli occhi sulla verità, affinché possano realizzare che la menzogna li ha accecati, e che il loro amore non è svanito, ma che è stato semplicemente scosso. Soffia su loro il Tuo alito vitale e fai loro realizzare che non hai mai allontanato la Tua grazia da loro. Apri loro gli occhi, affinché possano vedere che sono caduti nella rete dei principe della menzogna, e rendili felici come non lo sono mai stati.

Quando il pastore riaprì gli occhi ed alzò lo sguardo, si accorse che ambedue i coniugi piangevano. In lacrime essi si abbracciarono, dimenticando tutto ciò che li circondava. Il pastore comprese che la sua presenza non era più necessaria, e senza che i due se ne accorgessero, uscì dall’appartamento. Alcuni giorni dopo, ricevette una telefonata da parte della giovane coppia, che desiderava ringraziarlo e dirgli che i loro problemi erano stati risolti.

Resta solo da aggiungere che ora essi sono molto attivi in chiesa, e che il pastore dice di loro: “Sono i miei collaboratori più zelanti.”

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